Lenin, nelle sue opere principali a partire
dal “Che fare?” (1902), spiegò come il metodo marxista dovesse basarsi sulla
definizione del “nemico principale”. Storicamente, il “nemico principale”
ha trovato la propria aderenza nell’avversario geopolitico che la classe
operaia ha dovuto fronteggiare nella mondializzazione della conflittualità di
classe: la Gran Bretagna, la Germania hitleriana e, dal dopoguerra in poi,
l’imperialismo USA. In questa congiuntura storica, essere marxista significa
decostruire le priorità geostrategiche, militari e geoeconomiche, del Pentagono.
La “contraddizione principale” non dev’essere ricercata nella dicotomia
fra una concezione transgenica dell’antifascismo ed il nazionalismo, ma nella
proiezione anacronistica dell’unilateralismo nel ventunesimo secolo ed i Paesi
che si oppongono al Teatro degli Orrori anglo-sionista; all’interno di questa
disamina, destra aziendale e “sinistra sintetica” sono due direttive
strategiche del capitalismo parassitario. L’Occidente, nel proprio
delirio suprematista, è diviso sulle modalità attraverso cui esercitare la sua
egemonia: gendarme mondiale (“sinistra”) o strozzino del pianeta (destra).
Il pensiero di Lenin, definito da Gyorgy
Lukàcs il “teorico della realpolitik”, conserva l’attualità necessaria
per permettere agli Oppressi di reagire alla violenza dei Dominanti (“gli
strateghi del capitale”, per dirla con Gianfranco La Grassa), organizzandosi
in Partito.
La “sinistra neoliberale” è nemica dei
lavoratori
Nella recente campagna “Combattendo contro
l’oligarchia”, Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders hanno rilanciato,
contro i movimenti antimperialisti, il concetto di “populismo economico”
sistematizzato da Jared Golden, congressista “dem” e uomo della CIA.
Si tratta d’una alleanza strategica fra i sindacati corporativi filo-trumpiani
e l’élite capitalista USA, perseguendo l’obiettivo di “congelare” la lotta di
classe in una congiuntura storica d’offensiva padronale. A trarne vantaggio è,
indubbiamente, Donald Trump.
Chi è Jared Golden? Leggiamo, sul World
Socialist Web Site (WSWS), il giornalista marxista Patrick Martin:
“Golden si è arruolato nel Corpo dei Marines
dopo l’11 settembre e ha trascorso quattro anni come fante, schierandosi in
Afghanistan nel 2004 e in Iraq dal 2005 al 2006. È l’unico soldato semplice tra
i 30 democratici nell’intelligence militare, e l’unico a riconoscere l’impatto
negativo della guerra sulle truppe americane, rivelando la propria diagnosi di
disturbo da stress post-traumatico. Tuttavia, era chiaramente impegnato nelle
guerre americane, tornando in Afghanistan come insegnante volontario e in
seguito lavorando come membro dello staff del Comitato per la sicurezza interna
e gli affari governativi del Senato, dove lavorò per la senatrice repubblicana
del Maine Susan Collins. Golden ha iniziato la sua carriera politica nel 2014,
conquistando un seggio, come democratico, nella Camera dei rappresentanti del Maine,
passando alla disciplina democratica nel 2016 e ottenendo quest’anno la nomina
al Congresso con il sostegno della leadership del partito.” 1
“La difesa di Ucraina, Israele e Taiwan è la
difesa degli Stati Uniti. La Russia di Putin, i terroristi sostenuti dall’Iran
e gli autocrati comunisti cinesi stanno mettendo alla prova i limiti della
democrazia e violando la sovranità dei nostri alleati democratici in modi che
non vedevamo da generazioni.” (Ibidem)
La sinistra “radical chic” europea è
una proiezione della geopolitica delle Onlus imperialiste (pensiamo ad Amnesty
e WeWorld): si contrappone, in nome dell’etnopolitica, ad ogni
forma di violenza, tranne quella contro la classe operaia. Ritiene che gli
ambienti domestici siano teatro di violenze e “femminicidi” (categoria
criminologica aleatoria e discutibile), mentre l’élite capitalista nega il diritto
alla casa a centinaia di milioni di lavoratori in tutti il mondo. Per le Onlus,
i luoghi di lavoro, sempre più precari e totalizzanti, non saranno mai un
contesto in cui dilaga la violenza padronale per una ragione precisa: le ONG
sono sovvenzionate dalla fazione più aggressiva, quella “dem”, del capitalismo
finanziario.
Dall’altra parte, la “sinistra
neoliberale” USA è diventata un diversivo ideologico trumpiano: adottando
la propaganda della CIA, ha contribuito a rilanciare la dottrina della “guerra
eterna” contro Russia e Cina. L’atteggiamento di Sanders e Cortez verso
Golden e Trump dev’essere comparato con quello di Gustav Noske dinanzi l’”(ir)resistibile
ascesa di Hitler” (per dirla con Brech), inizialmente pavida,
successivamente collaborazionista.
Secondo Jacob Crosse, analista marxista del WSWS:
“I DSA e tutti quei gruppi politici della
falsa sinistra che promuovono la riforma del Partito Democratico non hanno
nulla a che vedere con il socialismo. Di fatto, stanno aprendo la strada a una
nuova svolta a destra di questo partito dell’oligarchia finanziaria e dell’apparato
militare-intelligence, e lavorano per bloccare l’emergere di un movimento
politico socialista indipendente della classe operaia, che è l’unica base per
sconfiggere il fascismo e difendere la democrazia.” (Ibidem)
Analisi eccellente, ciononostante
bisognerebbe trovare il coraggio per ribadire che l’attuale “sinistra
neoliberale” è una costola del fascismo statunitense, con tutto quello che
ne consegue: l’antifascismo liberale è nemico del Socialismo, organico ad un
progetto imperialista il quale ha pianificato la distruzione di gran parte del
pianeta. I “Socialisti democratici” (conclude il WSWS) sono degli
“anticomunisti”.
https://www.wsws.org/es/articles/2025/04/03/gmlr-a03.html
Fonte foto: da Google