Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
In vari stati dell’Africa Occidentale (e non solo) i militari sono al potere e la militarizzazione della politica che scaturisce da questo binomio dipinge dell’inconfondibile colore kaki le foto di famiglia di ministeri, governi e istituzioni. L’avvenuto colpo di stato alla politica non nasce affatto per caso perchè si è estesa l’applicazione del molto citato detto di Carl von Clausewitz …‘ La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi’. Nella nostra epoca hanno apparentemente vinto i guerrafondai, i fabbricanti di armi e di guerre perchè alla base l’economia si è ridotta ad un campo di battaglia. La politica che avrebbe dovuto orientarla al servizio del bene comune ha scelto di cammuffarsi come sua ancella obbediente e sottomessa. Con una democrazia schiava del denaro il fascino delle divise dei colonnelli e generali è quasi irrestibile per chi si è sentito tradito da avidi politici corrotti.La militarizzazione della politica ossia la politica militarizzataIn vari stati dell’Africa Occidentale (e non solo) i militari sono al potere e la militarizzazione della politica che scaturisce da questo binomio dipinge dell’inconfondibile colore kaki le foto di famiglia di ministeri, governi e istituzioni. L’avvenuto colpo di stato alla politica non nasce affatto per caso perchè si è estesa l’applicazione del molto citato detto di Carl von Clausewitz …‘ La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi’. Nella nostra epoca hanno apparentemente vinto i guerrafondai, i fabbricanti di armi e di guerre perchè alla base l’economia si è ridotta ad un campo di battaglia. La politica che avrebbe dovuto orientarla al servizio del bene comune ha scelto di cammuffarsi come sua ancella obbediente e sottomessa. Con una democrazia schiava del denaro il fascino delle divise dei colonnelli e generali è quasi irrestibile per chi si è sentito tradito da avidi politici corrotti.
La militarizzazione della politica pervade la
società e il quotidiano vivere. Non casualmente i cittadini sono chiamati o
destinati a trasformarsi in soldati, pronti a dare tutto per la patria così
come immaginata o declinata dai militari. Anche il tempo si militarizza e, ovviamente,
negli stati che hanno rovesciato i regimi civili o sostitiuito quelli militari,
si parlerà di transizione, rifondazione, rigenerazione o di un’altra storia che
comincia. I regimi militari, ‘obbedienti’ al volere del popolo si prendono un
mandato di cinque o più anni (rinnovabili) per ridefinire il quadro ideale di
uno stato finalmente e definitivamente sovrano. Ancora il popolo, ostinato, farà di tutto
perchè la giunta militare al potere possa presentarsi alle future elezioni che, con tutta
probabilità, saranno, libere,
trasparenti e inclusive. Tutto sarà finalmente nuovo perchè quanto fatto finora
non era che volgare politica di arricchimento personale e di demolizione delle
prerogative dello Stato.
Nondimeno
ciò che si militarizza di più è il pensiero. Dalle parole al pensiero non c’è
che un passo perchè il pensiero usa le parole e le parole creano e definiscono
il pensiero. Un pensiero militarizzato è quello che immagina il mondo e la
società a forma di caserma dove tutto è sotto controllo gerarchico. Tra il
‘ministero della difesa’ e il ‘ministero della verità’ il passo è breve e si passa
dall’uno all’altro con la conseguenza che la lettura della realtà assomiglia
più ad un monolite che a un rivo che scorre secondo il terreno che incontra.
Una sola lettura e, dunque, un’unica strategia, quella che il pensiero
militarizzato avrà concepito e che la scontata adesione del popolo renderà
effettiva. Con l’assenso del popolo i militari al potere saranno autopromossi
generali e uno di loro avrà il titolo di presidente della repubblica.
Un’amnistia è proposta per chi ha perpetrato il ‘golpe’ mentre il presidente
esautorato è ancora prigioniero nel palazzo presidenziale. Il pensiero
militarizzato abbisogna di un nemico per ogni circostanza. Bene ricorda il
saggio filosofo cinese Xunzi…’il re è una barca e il popolo
è l’acqua. L’acqua può sorreggere la barca e l’acqua può rovesciare la barca.
Mauro Armanino, Niamey, febbraio 2025
Fonte foto: da Google